WebOnoranzaFunebre.com

Supportaci

Se questo sito si č rivelato utile aiutaci a migliorarlo sostenendo i nostri progetti con una piccola donazione.
Grazie

Ricordatemi

Ricordatemi

Login






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati

Aspetti Legali

Privacy
Mappa sito
.

Il Messaggio

 

parco punta de vacas

L'Essere Umano e la sua Evoluzione

L'essere umano non ha finito la sua evoluzione.

E' un essere incompleto e in sviluppo che ha la possibilità di formare un centro interno di energia, a seconda del tipo di vita che conduce.

Se gli atti realizzati saranno coerenti, che vuol dire pensare, sentire ed agire nella stessa direzione, si andrà strutturando un sistema di forze centripete, chiamato "spirito".

Se gli atti fatti saranno contraddittori, il sistema sarà centrifugo e non nascerà lo spirito o avrà una conformazione elementare senza sviluppo.

Per l'evoluzione sono necessari l'amore e la compassione. Grazie ad essi avviene la coesione interna e la coesione tra esseri che rendono possibile la trasmissione dello spirito dagli uni gli altri. Chi lavora per sè nell'amore e nella compassione lo fa anche con gli altri.

L' Esperienza di Forza come facilitazione verso il sacro

Il sacro si manifesta dalla profondità dell'essere umano, da questo si deduce l'importanza che ha l'esperienza della Forza come fenomeno straordinario che possiamo fare irrompere nel mondo quotidiano.

Senza l'esperienza tutto è dubbioso, con l'esperienza della Forza abbiamo certezze profonde.

La Forza si ottine in alcune cerimonie come l'Uffizio e l'Imposizione. Anche nelle cerimonie di
Benessere e di Assistenza si possono percepire gli effetti della Forza.

Il contatto con la Forza provoca un'accellerazione e un aumento dell'energia psicofisica soprattutto se quotidianamente si realizzano atti coerenti che creano unità interna e portano verso la nascita spirituale.

La Comunità del Messaggio
Libera Interpretazione e Libera Aggregazione

Caratteristiche delle Comunità del Messaggio
Qualsiasi gruppo di persone che condividano idee, sentimenti e procedimenti, basati sul Messaggio,  può essere considerato una Comunità del Messaggio. Questa Comunità poggia su due pilastri:
1) la libera interpretazione del Messaggio;
2) la libera aggregazione intorno al Messaggio.

Il Messaggio   definisce che ogni essere umano debba avere il diritto di credere o no nell'immortalità e nel sacro.

Questi due temi sono per il Messaggio di massima importanza perchè la vita di una
persona si orienta in base alla posizione che viene assunta rispetto all'immortalità e al sacro.

In base alla libera interpretazione, per alcuni l'immortalità si riferisce alle azioni compiute in vita che hanno una continuazione nel mondo, nonostante la morte fisica.

Per altri, l'immortalità sta nella memoria che rimane conservata negli esseri cari e nella società; per altri ancora, l'immortalità è accettata come un persistere personale in un altro livello di esistenza.
Altri sentono il sacro come l'affetto più profondo per i loro figli o altri esseri molto amati,
altri considerano sacro l'essere umano e i suoi diritti universali, in ultimo alcuni
sperimentano la divinità come l'essenza del sacro.

Nell'atteggiamento delle Comunità del Messaggio, le diverse posizioni assunte non devono essere semplicemente "tollerate" ma genuinamente rispettate.

discorso silo Dalla libera aggregazione intorno al Messaggio sorgono modi diversi di organizzarsi per assistere alle esperienze e agli studi proposti dal Libro, dalle Esperienze e nel Cammino.
Comunque siano organizzati, le decisioni vengono prese con il metodo del Consenso o, in mancanza di questo, a votazione diretta.

Attualmente le persone che seguono il Messaggio si incontrano di solito una volta alla settimana per realizzare cerimonie ed assiste ad esperienze riconfortanti e sentite.

Alcuni, che vogliono propagandare il Messaggio si trasformano in veri e propri Messaggeri, dopo aver dichiarato pubblicamente le loro intenzioni nella Cerimonia di Riconoscimento di fronte a tutta la Comunità.

I messaggeri fanno una seconda riunione settimanale nella quale studiano il Libro, l'Esperienza, il Cammino e a volte qualche materiale complementare come nel caso delle Esperienze Guidate o dei Discorsi.


Per comprendere i precedenti del Messaggio, si può consultare il libro "Habla Silo" o "Discorsi" nella traduzione italiana.

Il  Senso della  Vita
riassunto del discorso di Silo "Il Senso della Vita"  del 10 ottobre 1980

 

candelaIl nostro interesse si centra sull'esistenza umana, intesa come esperienza personale, come vissuto (registro) quotidiano.
Cosa c'è di comune e contemporaneamente di particolare in ogni esistenza umana? La ricerca della felicità e dei modi per vincere il dolore e la sofferenza sono comuni ad ogni esistenza umana e allo stesso tempo particolari di ciascuna.

Ma che cosa è la felicità cui l'essere umano aspira? La felicità è ciò che l'essere umano crede che essa sia. Proprio seguendo l'aspirazione alla felicità sorgeranno delle resistenze a questa ricerca: il dolore e la sofferenza. Come queste si possano vincere, lo si potrà capire solamente interrogandoci sulla loro natura.

Il dolore è per noi un fatto fisico, sensoriale, corporeo: la fame, le avversità della natura, le malattie, la vecchiaia. Solo il progresso della società e della scienza può far retrocedere il dolore.

La sofferenza invece è di natura mentale: la frustrazione, il risentimento, sono degli stati che non si possono ubicare in un particolare punto fisico. E' certo che il dolore può motivare la sofferenza e in tal caso la scienza e la società potranno ridurre un aspetto della sofferenza.
 
Ma dove troveremo la soluzione specifica per far retrocedere la sofferenza?

La troveremo nel senso della vita e non ci può essere nessun progresso scientifico nè sociale che possano allontanare la sofferenza prodotta dalla frustrazione, dal risentimento, dalla paura della morte, dalla paura in generale.

Il senso della vita è una direzione verso il futuro che dà coerenza alla vita, che permette di dare un inquadramento alle diverse attività che si portano avanti e che giustifica pienamente la vita stessa. Alla luce del senso, anche il dolore e la sofferenza retrocedono e vengono interpretati come impedimenti superabili.

Ma quali sono le fonti della sofferenza umana?

Sono quelle che producono contraddizione: si soffre quando si vivono situazioni contraddittorie, anche solo nel ricordarle o nell'immaginarle.

L'essere umano è progredito dal punto di vista scientifico e sociale. Forse proprio perchè ha fatto grandi passi avanti, oggi è in grado di porsi domande di questo tipo.

Queste tre vie: la sensazione, la memoria e l'immaginazione rendono possibile la vita, ma come mai il loro funzionamento si è distorto, facendo si che un essere umano di oggi paragonato a quello prestorico vivono e patiscono le stesse delusioni, paure e risentimenti?

Sembra che quando la coscienza dell'essere umano, che ancora non era un essere ben definito, si ampliò nell'immaginazione, nella percezione del mondo e nel ricordo del passato, proprio allora, sia sorta una resistenza.

Per il fatto solo di svilupparsi, l'essere umano incontra delle resistenze; incontrandole si fortifica, fortificandosi integra le difficoltà e integrandole le supera. Se è così, la sofferenza che è sorta in concomitanza con lo sviluppo dell'essere umano ha avuto anche la funzione di fortificarlo e di permettergli di andare oltre ad essa.

Noi non aspiriamo alla sofferenza. Noi aspiriamo a riconciliarci con la nostra specie che ha tanto sofferto, perchè grazie ad essa siamo pronti a spiccare il volo verso nuove mete.
Aspiriamo a superare le resistenze aprendo allo sviluppo umano strade nuove.

E' chiaro a tutti che la morte risulta essere la più grande sofferenza legata al futuro, perchè nella sua prospettiva la vita non può che assumere il carattere di un fatto provvisorio. E' chiaro anche che in questa luce qualunque costruzione umana finisce per apparire come qualcosa di inutile. Forse per questo, l'aver allontanato lo sguardo dalla morte, ha permesso di pensare alla vita come se la morte non esistesse...

Niente ha senso se tutto finisce con la morte.

Ma è poi vero che tutto finisce con la morte? E' veramente impossibile trovare una direzione vitale che non cambi con gli incidenti della vita?

Osserviamo prima di risponde a questa domanda, i cinque stati o modi di porsi rispetto al problema della morte e della trascendenza, nei quali chiunque vi si potrà collocare:

luna crescente- Un primo stato corrisponde a colui che ha una prova indubitabile, data dall'esperienza diretta, che la vita è un transito e che la morte è un incidente di poco conto.
- Un altro stato è quello che proviene dall'educazione e non dall' esperienza, nella quale si crede che la vita umana abbia come fine una qualche forma di trascendenza.
- Un terzo modo di porsi è di coloro che vorrebbero avere una fede o un'esperienza, perchè credono che gli darebbe coraggio e direzione nella vita, ma che non la hanno e non credono nella trascendenza.
- Ci sono poi persone che sospettano a livello intellettuale che esista un futuro dopo la morte, una trascendenza, senza aspirare ad avere fede in ciò.
- Infine c'è chi nega ogni possibilità di trascendenza.

Vi sono differenti gradi di profondità in ciascuna di tali posizioni, che dipendono dalla fermezza o mutevolezza delle convinzioni che si afferma di avere. La nostra situazione cambia e parallelamente cambiano le nostre credenze in merito al problema della trascendenza. Proprio questa variabilità finirà col provocare sconcerto nella vita quotidiana.

Esiste veramente una collocazione corretta?
Se esistono persone che possono desiderare di avere fede o capire intellettualmente quanto sia utile per la loro vita, è perchè qualcosa che riguarda la fede si stava già manifestando all'interno di quelle persone.

Quanti riescono a trovare la fede o ad avere un'esperienza trascendente, pur non potendola definire in termini precisi, (così come non si può definire l'amore), sentiranno la necessità di orientare gli altri sulla loro stessa via, ma non tenteranno mai di imporre il proprio pensiero a chi non vi si riconosca.

Coerentemente con quanto ho affermato, dichiaro innanzi a voi la mia fede e la mia certezza basata sull'esperienza, che la morte non chiude il futuro, che la morte, al contrario, modifica lo stato provvisorio della nostra esistenza per lanciarla verso la trascendenza immortale.

Tra le migliaia di donne e uomini che, fianco a fianco, lavorano con noi in modo solidale, si contano atei e credenti, persone con dubbi e certezze, ma a nessuno viene chiesto quale sia la sua fede. Tutto ciò viene detto come orientamento, affinchè ciascuno decida per proprio conto quale sia la via che meglio chiarisca il senso della sua vita.
Evitare di proclamare le proprie certezze non è coraggioso, ma tentare di imporle è indegno della vera solidarietà.

L'Azione Valida
(riassunto del discorso di Silo sull'Azione Valida in Spagna, il 29 settembre 1978)

Qual'è l'azione valida?
L'essere umano si costruisce modi di vivere diversi a seconda della direzione che dà alle sue attività. Nella vita umana tutto dipende dalla direzione presa. Se il mio modo di pormi rispetto al futuro è di un certo tipo, il mio presente ne risulterà influenzato.

 

Pertanto le domande su ciò che è valido e ciò che non lo è, su ciò che è bene e su ciò che è male, non riguardano solo il futuro dell'essere umano ma anche il suo presente e non riguardano solo l'individuo ma anche le collettività ed i popoli.

Per rispondere a questa domanda abbiamo cercato nelle religioni.

Posizioni religiose diverse fornivano la loro soluzione. Ma la cosa più preoccupante di tutte era cosa succedeva in quelle aree del mondo in cui moltissime persone non potevano, pur volendolo in buona fede, osservare precetti e comandamenti perchè non li sentivano. Anche i non credenti, che pure erano figli di Dio secondo le religioni , non potevano osservare i comandamenti. Ecco che le religioni, nelle loro risposte etiche, ci presentavano alcune difficoltà.

Ci siamo rivolti ai formatori del comportamento: i sistemi giuridici.

Ma anche i sistemi giuridici hanno dato una risposta che va bene per un determinato momento storico, per un dato tipo di organizzazione sociale, ma non dicono nulla all'individuo che si trova di fronte ad un determinato comportamento. I sistemi giuridici non hanno validità universale.

Abbiamo preso in esame anche le ideologie.

      Ci sono alcune che vedono l'essere umano come un rapace che si sviluppa ad ogni costo e che deve farsi strada nonostante tutto, fosse pure alle spese degli altri esseri umani, ma non dicono nulla di chi cerca di mettere in pratica la sua volontà di potere e gli va male.
      Poi ci sono i meccanicisti che credono che ciascuno fa ciò che meccanicamente è spinto a fare, ma a quel punto dove è il bene e dove il male? siamo solo particelle di materia che si scontrano?
    Altri hanno provato a valutare il bene e il male osservando l'adattamento. Una morale comportamentale adattiva che consente di adattarsi al gruppo, ma se l'individuo se ne distacca iniziano i problemi, per cui sarà meglio per lui  "rigare dritto"...
    Atri pensano che siccome la vita non ha alcun senso possono fare quello che gli pare, oppure devono fare cose che li soddisfino ad ogni costo...
    Altri, visto che la vita è sofferenza, devono fare le cose rispettando una certa forma, come uno stoico.

Ecco come le religioni, i sistemi giuridici, quelli ideologici, le scuole morali della decadenza hanno cercato di dare risposte avvertendo l'importanza della giustificazione o non giustificazione di un atto.

Ma qual'è la base dell'Azione Valida? Questa base la si può rintracciare nel vissuto interiore dell'azione.

Caratteristiche dell’azione valida:

a) Sensazione di unità interna
b) Crescita interiore
c) Desiderio di ripetere quell’azione perché ha il sapore di eterno

L'importanza della capacità di Identificazione nell’altro:

se vedo qualcuno che si taglia o si ferisce, qualcosa risuona in me. In modo più tecnico si può spiegare che al percepire visivamente il taglio, sorgono immagini cenestesiche e tattili, dalle quali ricavo una nuova sensazione che finisce per provocare in me il vissuto della ferita che l'altro si è procurato. Per cui si può dedurre che non sarà bene per me trattare male gli altri, perché altrimenti sperimenterò il vissuto corrispondente a tale tipo di azione.

La capacità di riconoscere gli errori nel ripetere l’azione:

osserviamo poi che esiste un'altro circuito in rapporto all'azione: " di ogni azione che compio ho un vissuto interno ed in base all'accumulo di questi vissuti, apprendo e riconosco l'errore, rispetto all' azione corretta”, per esempio imparare a scrivere a macchina. Quindi possiamo dedurre che è dal fare e non solo dal pensare, come alcuni hanno creduto un tempo, che si ottiene il vissuto dell'azione.

L'importanza di distinguere gli atti catartici da quelli trasferenziali per riconoscere l'azione valida:

per atti catartici si intendono quelli che permettono la scarica delle tensioni e niente altro. Per atti trasferenziali si intendono quelli che permettono di trasferire contenuti interni, di integrare contenuti facilitando il buon funzionamento del nostro psichismo, quindi del nostro equilibrio interno. (Esistono tecniche trasferenziali ed auto trasferenziali. Le esperienze guidate sono quelle più facili da utilizzare).

Non è indifferente quello che fai:

le azioni non sono tutte uguali, ci sono azioni che permettono di integrare contenuti ed azioni invece tremendamente disintegratrici. Queste ultime producono un tale senso di oppressione, un tale pentimento, una tale divisione interna, un' inquietudine talmente profonda che chi le ha compiute non vorrebbe mai più ripeterle. Per il dolore che producono, molto spesso, il loro vissuto rimane isolato nella coscienza, ancorato al passato senza potersi integrare. Creano così squilibrio, impedendo la sperimentazione di quella sensazione di crescita interna.





Segnala su OK Notizie!Digg!Del.icio.us!Google!Facebook!Yahoo!Ma.gnolia!Squidoo!
 
© 2008 - 2015 Onoranzafunebre.com Copyleft citando la fonte. I testi sono di proprietà di Onoranzafunebre.com e non possono essere duplicati senza autorizzazione Onoranzafunebre.com non viene aggiornato periodicamente e non è un prodotto editoriale sottoposto alla disciplina sull'editoria di cui all'art.1 -comma 3- della Legge n.62 del 7/3/2001. Onoranzafunebre.com è di proprietà di Idealsiti web agency SEO di Firenze Questo sito web è realizzato con Joomla!, rilasciato sotto Licenza GNU GPL. - P.Iva: 05848640487