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il 28 ottobre di questo anno sono andata da mio padre che era stato male durante un viaggio a Budapest. Era già una settimana che stava in terapia intensiva dopo una difficile operazione all'intestino per un infarto intestinale. Mia madre e mia sorella erano molto stanche perché negli ultimi giorni da quando si era svegliato dall'operazione chiedeva molta energia e loro erano già provate dal fatto di essere fuori casa in quella situazione di emergenza. Lui nei 3 giorni in cui era sveglio ci stava provando con tutte le sue forze a rimettersi, io ho fatto a tempo a salutarlo a parlarci per un giorno e mezzo e poi il suo corpo è collassato piano piano fino a che il 14 ottobre è deceduto.
L'attesa: la soglia è un luogo nel quale non si riesce a stare per molto; la coscienza ti porta a immaginarti il futuro, o verso la ripresa o verso "l'oltre", l'aldilà, o come si voglia chiamare. Ma tutte le volte che ti sporgi in una delle due direzioni la vita ti riporta nella soglia, nel non poter aspettarti nulla, nell'attesa senza immagini, faticosissima, ma vera.
L'unica cosa interessante da fare, ho sperimentato per non soffrire, è chiedere forza per per la persona amata che sta soffrendo o che sta lottando, perché possa usarla per ciò che veramente gli serve.
Saluti a tutti.
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