
Il blog interamente dedicato ai temi della morte e del lutto, condotto dalla nostra psicologa, la dottoressa Denise Pagano che regolarmente ci informerà con i suoi articoli. Chi vuole può lasciare dei commenti o scrivere direttamente alla Dottoressa.Ci teniamo a specificare che non è un servizio di psicoterapia, si tratta di uno spazio per riflettere su momenti particolarmenti duri e dubbi esistenziali a volte angoscianti , con l'obiettivo di stimolare ogni persona a porsi quesiti fondamentali.
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rielaborazione del lutto
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mercoledì 15 ottobre 2008 |
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Anche i bambini si vivono il lutto poiché si rendono conto della morte di qualcuno a cui sono legati affettivamente. Già quando affrontano la morte di un animale che è stato loro vicino e che hanno accudito, si trovano di fronte ad una perdita importante ed hanno bisogno di un supporto che accolga le loro domande.
I bambini si chiedono perché esiste la morte, cosa succede dopo, dove si va, cosa si prova, se si sente dolore o meno. Vogliono avere risposte a tutto questo, sono inquietati dalla possibilità di rimanere soli, di essere abbandonati, vogliono sapere se saranno protetti, se hanno colpa loro. I bambini si vivono il lutto in maniera diversa dagli adulti: possono essere disperati e piangere per un momento e dopo pochi minuti riprendere i loro giochi, le loro attività come se si fossero dimenticati dell’accaduto. Il comportamento del bambino non va caricato con aspettative da adulti, il fatto che ai nostri occhi il bambino si mostri indifferente non significa che non stia vivendo dentro di sé la perdita. È importante ascoltarlo e rassicurarlo, ma non imporgli un modello di come si dovrebbe affrontare la sofferenza, incolpandolo per la sua leggerezza e perchè non si adegua al clima addolorato della famiglia. Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (5) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 68 | Leggi tutto... |
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rielaborazione del lutto
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lunedì 13 ottobre 2008 |
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Il lutto è il periodo che segue alla morte di una persona affettivamente importante. È un processo attivo di adattamento ad una nuova situazione, in seguito allo stravolgimento provocato dalla perdita . Per quanto doloroso sia, è un momento di trasformazione, di rivisitazione e non è affatto uno stato di immobilismo come potrebbe sembrare dall’esterno vedendo la persona che si ritira dalle attività quotidiane o che soffre. È un periodo di grandi cambiamenti interni. L’importanza del lutto risiede appunto nel graduale processo interno di presa di coscienza della nuova situazione che proprio perché progressivo ci protegge dal forte dolore. Durante tutta la vita si vivono esperienze di perdita: perdita di una credenza, di una condizione, di una amicizia, della giovinezza, di uno status e tali perdite ci fanno percepire un profondo senso di fallimento rispetto ad un contesto che ci eravamo costruiti e che d’ora in avanti non si darà più. Ma come tutti i fallimenti si tratta di momenti per rinnovarsi ed acquisire nuovi significati di se stessi e della vita. Ad ogni perdita segue un nuovo avanzamento interiore. La perdita di una persona cara è qualcosa di estremamente doloroso per chi rimane, poiché un forte legame viene spezzato, più o meno improvvisamente. Non appena cominciamo a percepire la perdita, ci assale un profondo senso di solitudine per la privazione di quel legame fatto di necessità, sentimenti, interazioni che non si darà mai più, senza averlo scelto. Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (7) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 75 | Leggi tutto... |
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Tipi di morte
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venerdì 10 ottobre 2008 |
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Si parla di morte naturale annunciata quando viene diagnosticata una malattia terminale. Ci sono alcune variabili che rendono differenti le varie situazioni di morte naturale annunciata , influenzando l'elaborazione del lutto successiva: - durata nel tempo Quando la malattia viene scoperta in una fase molto avanzata o il cui decorso è piuttosto rapido, la famiglia non ha il tempo di riorganizzarsi dopo lo shock iniziale della diagnosi.
Quando invece la malattia si prolunga nel tempo, obbliga i familiari a riorganizzare la loro vita, gli spazi, le abitudini, chi si dedica maggiormente alla cura del malato può arrivare a trascurare totalmente se stesso. Di frequente in queste circostanze, i familiari hanno un atteggiamento ambivalente tra la dedizione esclusiva al malato da una parte e l’attenzione alle proprie necessità e fatiche dall'altra, unita alla sensazione di perdita di libertà. Spesso emerge il desiderio di ritirarsi dal compito e questo può creare senso di colpa.
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Tipi di morte
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venerdì 10 ottobre 2008 |
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La morte naturale improvvisa avviene senza sintomi di preavviso apparenti, come nel caso di un infarto cardiaco, un travaso cerebrale e molte malattie fulminanti. I familiari, colti di sorpresa, si interrogano incessantemente se ci siano stati segnali che facessero capire che c’era un problema, se il caro abbia sofferto o meno, se si è reso conto che stava morendo. Immediatamente emergono i sensi di colpa per non aver fatto abbastanza, per non aver colto i segnali che c’erano stati, per non averlo spronato a curarsi, oppure si accusa la trascuratezza medica. Tale tormento andrà avanti per un certo tempo fino a che le risposte inappagate lasceranno la consapevolezza che la morte non poteva essere evitata. Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (7) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 67 | Leggi tutto... |
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la vita oltre la morte
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venerdì 29 agosto 2008 |
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Il tema della morte non è affrontato serenamente nella nostra società nonostante i progressi tecnologici, lo si preferisce nascondere aumentando la paura e l’insicurezza dentro di noi e abituandoci a condurre una vita di cui ci è sconosciuto il senso. La morte è vista come la fine di tutto: del corpo, della vita, delle proprie emozione, delle relazioni. La maggior parte delle persone continua a credere che questa sia l’unica vita che esiste e la paura della morte cresce, anche solo parlarne fa subito irrigidire perchè si teme in qualche modo di attirarsela. Nonostante le religioni presentino tutte immagini dell’ aldilà e parlino di una vita dopo la morte che dovrebbe aiutarci ad infondere di sacralità la vita sulla terra, c’è confusione su cosa ci sarà dopo.
Ma rimanendo legati alla paura della morte ci limitiamo a conoscerla e non ci permettiamo di assumere nuovi punti di vista su di essa. Commenti (1) | Aggiungi ai preferiti (15) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 762 | Leggi tutto... |
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