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La Psicologa

La psicologa e la psicologia

Il blog interamente dedicato ai temi della morte e del lutto, condotto dalla nostra Psicologa a Firenze , la dottoressa Denise Pagano che regolarmente ci informerà con i suoi articoli. Chi vuole può lasciare dei commenti o scrivere direttamente alla Dottoressa.

Ci teniamo a specificare che non è un servizio di psicoterapia, si tratta di uno spazio per riflettere su momenti particolarmenti duri e dubbi esistenziali a volte angoscianti , con l'obiettivo di stimolare ogni persona a porsi quesiti fondamentali.



Prepararsi al lutto

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La diagnosi di una malattia terminale costringe a prepararsi alla morte e con essa alle molteplici morti a cui va incontro la persona malata. Infatti giorno dopo giorno muoiono tratti, potenzialità, parti di quella persona e insieme a lei, i familiari si trovano a sostenere queste perdite. fiore di pianta grassa che dura un sol giorno
Il processo del lutto comincia già e ciò permette di non trovarsi impreparati di fronte al momento effettivo della morte. Abituarsi all’idea della scomparsa, consente di individuare possibilità di azioni che allevino la tensione dell’ambito familiare.
Tali tentativi di non farsi spaventare dalla morte aiuteranno, dopo, a viversi meno duramente il lutto.

Raccomandazioni su come la famiglia può prepararsi alla morte nella maniera più sana possibile:

  • Condividere informazioni veritiere e affidabili
  • Che tutta la famiglia possa partecipare alla cura della persona morente e alle decisioni
  • Non giudicare i diversi tipi di reazioni, né imporne alcune, ma fare emergere le tensioni
  • Parlare del tema della morte, immaginarla, prevederla
  • Dare priorità alle necessità del malato, ai suoi desideri e alle sue attese
  • Permettere il riposo, lo scherzo e il gioco
  • Trovare un senso alla malattia
  • Riparare le ferite precedenti
  • Permettersi di pianificare il futuro senza la persona morente.

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Come i familiari si vivono la malattia di una persona cara?

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Prima fase: fase preparatoria

L'esordio di una malattia dai primi sintomi, all’allarme, agli esami, alla diagnosi creano forte ansietà e fannotramonto peru emergere tutte le fragilità dei familiari.

Quando il sospetto di una malattia diventa certezza, sorge, come prima reazione di difesa, la negazione della notizia, l'incredulità.
Avviene una specie di blocco, una sorta di anestesia emozionale come se si fosse congelati dentro.
Questa sorta di negazione è funzionale a mantenere un certo equilibrio per non entrare in contatto con una realtà troppo dolorosa, si cancella temporaneamente l’evento per poter continuare a vivere.

Anche i familiari hanno bisogno di tempo per assimilare gradualmente la malattia e ciò che ne consegue.

Spesso emergono conflitti riguardo al percorso terapeutico che il malato sceglie di intraprendere. Alcuni possono considerare inadatte certe cure, altri non comprendere il proprio caro che rifiuta cure considerate indispensabili, ci sarà chi penserà di avere la soluzione in mano, chi tenderà a manipolare le informazioni per timore di dire cose che possano peggiorare la situazione.
La funzione di questi conflitti è prorio quella di incanalare la forte disperazione in circolo e permetterle di scaricarsi in forma non aggressiva verso gli altri.

Ma è importante rendersi conto che così si sta sviando il tema fondamentale, ossia la morte imminente.
Affrontare il pensiero della morte richiede molta energia emotiva, per cui vale la pena non farsi prendere troppo dai conflitti e riportare l’attenzione sull’effettiva sorte del malato e sulle modalità migliori per aiutarlo ed aiutare noi stessi.

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Morte di un figlio

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La morte di un figlio. La pietà di Michelangelo
Una delle più grandi sofferenza nella vita è la perdita di un figlio.
La morte di un figlio comporta una crisi di grandi proporzioni.

L’ordine dell’universo si frantuma, il senso della vita si perde in un vortice confuso di rabbia, pena ed ansietà.

Dal momento che la missione parentale è in qualche modo fallita, appare di frequente la colpa per ciò che è stato fatto o non è stato fatto.
La coppia genitoriale si vede minacciata dal dolore, deve realizzare sforzi reali per supportarsi a vicenda ed essere cosciente del rischio che corre: il 60 - 70%  delle coppie che perdono un figlio di solito si separa.

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Contatti dei gruppi di auto mutuo aiuto

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Cari lettori
finalmente abbiamo pubblicato i contatti dei gruppi di auto mutuo aiuto per l'elaborazione del lutto disseminati in tutta Italia.
Sono presenti in quasi tutte le regioni, tranne in Valle d'Aosta, in Basilicata, in Umbria.
I contatti sono stati inseriti solo nelle provincie dove sono presenti i gruppi.

Cosa sono i gruppi di auto mutuo aiuto?
Sono gruppi di persone che hanno vissuto una situazione simile, in questo caso ad essere simile è il fatto di gruppo auto aiutostar soffrendo perchè una persona cara è morta e non ci sarà più la possibilità di incontrarla fisicamente, di abbracciarla, sentire la sua voce e le sue parole.
Questa sofferenza è grande ma i gruppi consentono di trovare un ambito dove condividerla, dove le persone che ti circondano possono comprenderti perchè anche loro stanno passando o hanno passato la stessa esperienza.
La forza di tali gruppi sta nel condividere il dolore e riuscire così a tollerarlo.
Inoltre è possibile imparare da chi ci è già passato, a trovare soluzioni a situazione apparentemente senza via d'uscita e difficili, a rispondere in certi modi piuttosto che altri, a trovare consigli, idee, ad essere messi in guardia da reazioni che potremmo avere, così che quando le sperimentiamo si sa che sono parte del cammino e non ci si allarma ricorrendo per esempio all'uso di psicofarmaci. Si è invece capaci di affrontare la situazione con più determinazione, con più consapevolezza.

Il gruppo consente di essere di aiuto per gli altri. E quale forma migliore per riprendere fiducia nella vita, per superare il dolore se non andare oltre se stessi facendo azioni disinteresate che ci danno un sapore di eterno e ci fanno sentire in connessione con gli altri?
La sensazione di espansione che si può sperimentare, la sensazione di forza interna sono i migliori antidoti alla depressione e disperazione in seguito alla morte del proprio caro.

Comunque potrete trovare indicazioni e testimoninze sui link che sono segnalati in Servizi territoriali nella homepage
lì troverete le varie regioni su cui potete cliccare ed accedere così ai servizi di ogni provincia.

 Mi auguro di cuore che le nostre informazioni possano esservi d'aiuto e invito chi volesse lasciare tesimonianze a farlo, nell'ottica di far conoscere la validità del metodo e coinvolgere altre persone.

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Sei preparato alla tua morte?

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tempio sul lagoLa morte è l'unica certezza della nostra vita, nonostante si     cerchino pillole dell'eterna giovinezza e la scienza faccia di tutto per allungarci la vita, questa è una tappa che non possiamo evitare.

Un modo per cominciare ad aver meno terrore della morte è quello di frequentarla, parlandone, tenendola presente nei nostri pensieri. Non sappiamo dove e quando ci può raggiungere cosicché aspettiamocela sempre e dovunque. Non vuol essere un discorso macabro piuttosto un modo per apprendere la nostra vera libertà. L’uomo che ha imparato a morire ha disimparato ad essere schiavo.

Esiste la possibilità di trovare un senso alla morte, che ci permette di coltivare la nostra parte spirituale, ritrovare il sacro che è in noi, aprire il passo alla riflessione ed alla revisione interiore di molte credenze, per lasciarci solo con quelle credenze che ci aprono il futuro.

 Secondo vari insegnamenti la vita e la morte sono una stessa totalità: ciò che accade nella nostra mente ora, durante la vita, è esattamente ciò che ci accadrà durante la morte.

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