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La morte non fermerà il tuo volo

La Psicologa

La psicologa e la psicologia

Il blog interamente dedicato ai temi della morte e del lutto, condotto dalla nostra psicologa, la dottoressa Denise Pagano che regolarmente ci informerà con i suoi articoli. Chi vuole può lasciare dei commenti o scrivere direttamente alla Dottoressa.

Ci teniamo a specificare che non è un servizio di psicoterapia, si tratta di uno spazio per riflettere su momenti particolarmenti duri e dubbi esistenziali a volte angoscianti , con l'obiettivo di stimolare ogni persona a porsi quesiti fondamentali.



Il suicidio

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Tipi di morte
mercoledì 18 marzo 2009

Le morti per suicidio sono aumentate verticinosamente negli ultimi anni soprattutto tra gli adolescenti. albero secco tra i sassi


La maggiornaza delle persone non vede bene chi ha tentato di suicidarsi o chi lo ha messo in atto, tanto che la stigmatizzazione si estende oltre che alla vittima anche alla sua famiglia.
Il suicidio scatena sentimenti controversi nelle persone: pena, compassione, rabbia per un gesto considerato codardo, c'è chi fa appello alla problematica psichiatrica o alla disobbedienza a Dio. È importante prima di perdersi in giudizi, sapere come viveva il suicida, quale era il suo mondo e cercare di comprendere il senso che per quella persona potrebbe aver avuto questo atto estremo. Anche la tendenza a cercare colpevoli è vana dal momento che l’esperienza ha dimostrato che l’ultima cosa accaduta prima della morte è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma non certo la causa.

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Morte accidentale

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Tipi di morte
martedì 06 gennaio 2009

Le tre Parche Marco Bigio

La morte accidentale è quella situazione in cui un essere amato perde la vita in circostanze casuali e traumatiche, come un incidente d’auto, sul lavoro, un incendio, ecc. Quanto meno attesa è una morte, tanto più assurda e illogica sembrerà ai familiari e più difficile sarà l’accettazione del fatto.

Alcuni fattori rendono il dolore più complicato:

  • L’arrivo improvviso della morte
  • La violenza, la mutilazione o distruzione del corpo (i lutti senza cadavere sono soliti non risolversi)
  • Se la morte è stata determinata da fattori di rischio che potevano essere evitati
  • Le morti di più persone
  • Il dubbio su che cosa la persona avrà sentito, se si sarà reso conto, se qualche aiuto avrebbe potuto evitare la morte
  • Il dubbio che possa aver sofferto, cosa avrà pensato. C’è da tener conto che quando una persona subisce un grave incidente, generalmente entra in shock e non ha sensazioni di dolore.

 

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Cosa aiuta i familiari dopo la morte della persona amata

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rielaborazione del lutto
mercoledì 03 dicembre 2008

Cosa aiuta

  1. E' bene riconoscere che viversi il lutto comporta momenti di vulnerabilità per cui è utile prendersi il tempo fiore di pianta grassanecessario per affrontarlo, tutto quello di cui si sente di aver bisogno. È importante prendersi cura di se stessi, avere pazienza, senza imporsi cose che non ci si sente di fare.
  2. Parlare dell’accaduto; condividere stati d’animo, ricordi e necessità con persone affettivamente vicine.
  3. Dedicarsi a tutto quello che ci fa sentire bene e stare in contatto con persone di cui ci fa piacere la compagnia. 
  4. Darsi tutto il tempo per piangere, pensare e ricordare.
  5. Sfogare e buttar fuori la tensione accumulata attraverso il pianto ma anche l’esercizio, il sesso, le risate.
  6. Dare un senso all’accaduto aprendo uno spazio spirituale nella propria vita, se ne sente la mancanza.
  7. Realizzare azioni valide in memoria di chi è morto, azioni che sentiamo profondamente, che avrebbero fatto piacere al nostro caro e fanno piacere a noi, che ci fanno percepire sensazioni di espansione.
  8. Mangiare bene, riposare molto.
  9. Aiutare altri, non dimenticare le loro necessità. Queste azioni sono di grande giovamento per se stessi per superare la sensazione di solitudine e disperazione e portano con sé la grande forza del senso.

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Lutto, ricordo, oblio

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rielaborazione del lutto
martedì 02 dicembre 2008

 Al di là di tutto quello che si può scrivere o dire sulla perdita di una persona cara, il momento in cui quella Monet Il parlamento di Londrapersona effettivamente finisce di vivere su questa terra e nel suo corpo, il mondo sembra crollare, il dolore è così forte che le parole vengono meno, che qualsiasi ragionamento perde di significato e valore, la mente umana si trova ad un punto di difficle comprensione.


Mi sono permessa di riportare una pagina del libro, Tutti i bambini tranne uno, dello scrittore francese Philippe Forest che ha vissuto la morte della piccola figlia di 4 anni, perchè mi ha fatto riflettere il modo in cui parla dell'elaborazione del lutto, visto come un “automatismo letargico” inevitabile che va fatto per sopravvivere, come un lavoro e che porta a dimenticare l'essere amato.

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Come i bambini si vivono il lutto

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rielaborazione del lutto
mercoledì 15 ottobre 2008

I bambini e il LuttoAnche i bambini si vivono il lutto poiché si rendono conto della morte di qualcuno a cui sono legati affettivamente.
Già quando affrontano la morte di un animale che è stato loro vicino e che hanno accudito, si trovano di fronte ad una perdita importante ed hanno bisogno di un supporto che accolga le loro domande.

I bambini si chiedono perché esiste la morte, cosa succede dopo, dove si va, cosa si prova, se si sente dolore o meno. Vogliono avere risposte a tutto questo, sono inquietati dalla possibilità di rimanere soli, di essere abbandonati, vogliono sapere se saranno protetti, se hanno colpa loro.
I bambini si vivono il lutto in maniera diversa dagli adulti: possono essere disperati e piangere per un momento e dopo pochi minuti riprendere i loro giochi, le loro attività come se si fossero dimenticati dell’accaduto.
Il comportamento del bambino non va caricato con aspettative da adulti, il fatto che ai nostri occhi il bambino si mostri indifferente non significa che non stia vivendo dentro di sé la perdita. È importante ascoltarlo e rassicurarlo, ma non imporgli un modello di come si dovrebbe affrontare la sofferenza, incolpandolo per la sua leggerezza e perchè non si adegua al clima addolorato della famiglia.

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