
Il blog interamente dedicato ai temi della morte e del lutto, condotto dalla nostra Psicologa a Firenze , la dottoressa Denise Pagano che regolarmente ci informerà con i suoi articoli. Chi vuole può lasciare dei commenti o scrivere direttamente alla Dottoressa.Ci teniamo a specificare che non è un servizio di psicoterapia, si tratta di uno spazio per riflettere su momenti particolarmenti duri e dubbi esistenziali a volte angoscianti , con l'obiettivo di stimolare ogni persona a porsi quesiti fondamentali.
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Si parla di morte naturale annunciata quando viene diagnosticata una malattia terminale. Ci sono alcune variabili che rendono differenti le varie situazioni di morte naturale annunciata , influenzando l'elaborazione del lutto successiva: - durata nel tempo Quando la malattia viene scoperta in una fase molto avanzata o il cui decorso è piuttosto rapido, la famiglia non ha il tempo di riorganizzarsi dopo lo shock iniziale della diagnosi.
Quando invece la malattia si prolunga nel tempo, obbliga i familiari a riorganizzare la loro vita, gli spazi, le abitudini, chi si dedica maggiormente alla cura del malato può arrivare a trascurare totalmente se stesso. Di frequente in queste circostanze, i familiari hanno un atteggiamento ambivalente tra la dedizione esclusiva al malato da una parte e l’attenzione alle proprie necessità e fatiche dall'altra, unita alla sensazione di perdita di libertà. Spesso emerge il desiderio di ritirarsi dal compito e questo può creare senso di colpa.
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La morte naturale improvvisa avviene senza sintomi di preavviso apparenti, come nel caso di un infarto cardiaco, un travaso cerebrale e molte malattie fulminanti. I familiari, colti di sorpresa, si interrogano incessantemente se ci siano stati segnali che facessero capire che c’era un problema, se il caro abbia sofferto o meno, se si è reso conto che stava morendo. Immediatamente emergono i sensi di colpa per non aver fatto abbastanza, per non aver colto i segnali che c’erano stati, per non averlo spronato a curarsi, oppure si accusa la trascuratezza medica. Tale tormento andrà avanti per un certo tempo fino a che le risposte inappagate lasceranno la consapevolezza che la morte non poteva essere evitata. Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (23) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 1154 | Leggi tutto... |
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Il tema della morte non è affrontato serenamente nella nostra società nonostante i progressi tecnologici, lo si preferisce nascondere aumentando la paura e l’insicurezza dentro di noi e abituandoci a condurre una vita di cui ci è sconosciuto il senso. La morte è vista come la fine di tutto: del corpo, della vita, delle proprie emozione, delle relazioni. La maggior parte delle persone continua a credere che questa sia l’unica vita che esiste e la paura della morte cresce, anche solo parlarne fa subito irrigidire perchè si teme in qualche modo di attirarsela. Nonostante le religioni presentino tutte immagini dell’ aldilà e parlino di una vita dopo la morte che dovrebbe aiutarci ad infondere di sacralità la vita sulla terra, c’è confusione su cosa ci sarà dopo.
Ma rimanendo legati alla paura della morte ci limitiamo a conoscerla e non ci permettiamo di assumere nuovi punti di vista su di essa. Commenti (1) | Aggiungi ai preferiti (40) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 20423 | Leggi tutto... |
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Ci sono delle azioni che possono aiutare a superare il lutto e realizzare il ritorno alla vita quotidiana.  Non sono azioni facili da eseguire né spontanee, richiedono intenzionalità nel curare la propria guarigione, intesa come benessere fisico e psichico: 1. Accettare la realtà della perdita: essere consapevoli che la persona non farà più ritorno in questa vita. Senza tale comprensione non sarà possibile una reale uscita dal processo di lutto poiché la persona vivrà in una illusione costante irrealizzabile e tutte le altre fasi continueranno a ripresentarsi 2. Andare avanti con il dolore: il dolore si fa sentire fortemente sia a livello fisico che emotivo, è importante riconoscerlo e non reprimerlo. Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (49) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 18852 | Leggi tutto... |
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Le fasi del lutto sono comuni un po’ a tutte le persone che subiscono una perdita, anche se a livelli di intensità diversi a seconda della situazione: 
1. Intorpidimento: è la fase che segue la perdita. La persona si sente come stordita, smarrita ma rappresenta un meccanismo di difesa necessario alla sopravvivenza emotiva.
2. Ricerca della persona morta e desiderio del suo ritorno: questa fase è caratterizzata da varie emozioni quali pianto, rabbia, ansia, confusione che accompagnano il desiderio intenso che il proprio caro faccia ritorno, che si ripresenti da un momento all’altro .
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