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Bambini vicini alla morte. L'esperienza della Kubler- Ross

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il bambino e la luceElisabeth Kubler - Ross ha lavorato accanto ai bambini per molto tempo ed ha cercato in ogni momento di imparare qualcosa da ognuno di loro, senza togliere validità ai loro discorsi solo perchè bambini. Ha sempre preferito guardare ogni persona considerandola capace di sapere di cosa avesse bisogno e si è posta come “traduttrice” di esigenze piuttosto che imporre quelle che lei riteneva migliore. Non si è mai eretta a dottore che ne sa più dei suoi pazienti, ma ha sempre preferito ascoltare per poi dare aiuto per quello che veniva richiesto.
Ascoltando i bambini ha potuto scoprire la grande saggezza che si nasconde in loro, ha potuto constatare che di fronte alla morte anche i bambini attingono ad una saggezza universale, ad un coscienza ampliata che è indipendente dall'età.

Pezzi tratti dal suo libro "La morte è di vitale importanza", libro commovente e pieno di importanti insegnamenti:
 

“E' facilissimo lavorare con i pazienti e moribondi e lo è ancora di più con i bambini perchè sono meno complicati, sono molto diretti e sinceri e la loro caratteristica più bella è che se cerchi di prenderli in giro, loro reagiscono immediatamente.”

“ogni bambino e ogni adulto moribondo sa– non sempre consciamente spesso inconsciamente- che sta per morire.”

“I bambini usano quasi esclusivamente il linguaggio simbolico e …....scelgono le persone con cui possono parlare. Bambini di 3 o 4 anni che ti guardano, ti scrutano e capiscono se sarai capace di comprenderli o se dirai immediatamente: oh, i bambini non sanno niente di queste cose. Sta solo parlando a vanvera.”

“Se fossimo più sinceri (come adulti) – più simili ai bambini- quando non capiamo cosa cercano di comunicarci dovremmo dire: non capisco rispiegamelo. E loro te lo spiegheranno e te lo riformuleranno in due, tre, quattro, dieci variazioni diverse finchè non capirai. “

“i piccoli malati terminali sono anime vecchie e sagge. Tutti i bambini lo sono ,se hanno sofferto, se il loro quadrante fisico si è deteriorato prima dell'adolescenza. Dio ha creato l'uomo in maniera talmente miracolosa che il quadrante spirituale che di solito non emerge prima dell'adolescenza, comincia a spuntare prematuramente per compensare la perdita di abilità fisiche. Ecco perchè i bambini moribondi sono molto più saggi dei bambini sani e allevati in una serra . È per questo che diciamo a genitori: non proteggete i vostri figli. Condividete con loro il dolore e l'angoscia, altrimenti diventeranno dei menomati. Tanto prima o poi le piante dovranno comunque uscire dalla serra ed allora non riusciranno a resistere al freddo e al vento.”

“quello che sto cercando di dirvi è che se noi adulti fossimo più sinceri invece di rendere la morte una cosa da incubo cercheremo di trasmettere ai bambini dove siamo e che cosa sentiamo, non ci imbarazzerebbe piangere o esprimere la rabbia, non cercheremo di proteggere i nostri figli dalle tempeste della vita ma piuttosto vorremo viverle insieme con loro: così i bambini della prossima generazione non considererebbero la morte un problema così orribile.”

“i bambini reagiranno alla morte a seconda di come sono stati educati prima della morte. Se i genitori non avevano paura della morte, se non hanno protetto il bambino ma hanno vissuto insieme ad esempio la scomparsa di un animale domestico o della nonna e se è stato concesso loro di partecipare alla cura del moribonodo e di andare al funerale allora non ci saranno problemi. I genitori che vanno a morire a casa consentono ai figli di essere responsabili, di scegliere la musica preferita dalla mamma, un altro di portarle il tè, un altro qualcosaltro. In questo modo partecipano alla cura del genitore moribondo e quando arriveranno gli ultimi giorni, i figli potranno ancora toccarlo, amarlo, abbracciarlo........ma se il genitore moribondo è in una clinica dove ai bambini è vietato l'accesso e se per giunta gli viene proibito di andare al funerale, allora si che avranno un sacco di paure e questioni irrisolte.”

 

 

 

 







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