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I Viaggi dell'Anima

Dolore e lutto

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mercoledì 27 agosto 2008

 

Angelo del dolore

 Dolore e lutto rappresentano due esperienze che si verificano contemporaneamente durante la morte di una persona cara, ma non sono la stessa cosa.

In cosa differiscono dolore e lutto?
Il dolore è l'insieme dei pensieri, ricordi e sentimenti che si provano dopo la perdita di una persona cara ed avviene all’interno di noi stessi.
Il lutto è un processo di rielaborazione della nuova situazione che ci avvia verso la guarigione. Avviene tanto all’interno che all’esterno di noi stessi, tutte le religioni prevedono dei riti specifici per poter adeguatamente gestire questa fase.

Le fasi del dolore e del lutto seguono un andamento prevedibile?
Il vissuto del dolore e del lutto sono unici perché dipendono dalla persona che appunto è unica.
Le emozioni differiscono a seconda del tipo di relazione che si aveva con la persona morta, delle cose che ci siamo detti e quelle rimaste nel proprio cuore, della situazione di vita in cui siamo immersi, dello stile di vita, delle credenze che si hanno, delle persone che ci circondano. Anche il modo di esprimere le emozioni è differente da ognuno e dunque può influire sul tempo di elaborazione: più si riescono a tirare fuori le emozioni più il processo si accelera.

Ci sono comunque dei sintomi che si possono considerare normali perché compaiono nella maggior parte delle persone, come ansia, rabbia, senso di colpa, senso di smarrimento, inappetenza, disturbi del sonno, disturbi della concentrazione e della respirazione, negazione della scomparsa della persona o allucinazioni sulla sua presenza .
Non ci sono tempi definiti per superare il dolore, ogni persona è bene che segua i propri ritmi.
Superare il dolore vuol dire riuscire a riconciliarci con quella parte dentro di noi che soffre per la perdita della persona amata.


È opportuno affrontare il dolore?

Il dolore fa molto male e la prima idea che ci viene in mente è quella di trovare dei modi per fuggirlo, per evitarlo.
Il dolore durante il lutto però nasconde grandi proprietà curative e di crescita nel senso che ci può aiutare a vedere cose che prima non immaginavamo, a dare un senso diverso alla vita che prima non davamo, a rielaborare la relazione con la persona scomparsa ed individuare nuovi aspetti di sé stessi che non avevamo mai preso in considerazione.
Non si è persone deboli quando si affronta questo momento, tutt’altro; non ci sono ricette su come è meglio affrontare  il dolore, ognuno si trova solo davanti a questo inaspettato appuntamento e deve elaborare le proprie strategie, ricordando che può crescere attraverso esso.  
Trovarsi soli di fronte al dolore non vuol dire però allontanarsi dagli altri,  è bene continuare ad affidarsi e chiedere aiuto alle persone che ci circondano disposte ad ascoltarci, a supportarci durante i nostri momenti di sconforto.
L’importante è non reprimere il dolore, altrimenti la guarigione non potrà mai avvenire.

Perché piangere, si rischia di sembrare persone deboli?
Per molti piangere è percepito come un segno di debolezza e provano vergogna a mostrarsi sotto questo aspetto. Ma tale atteggiamento è controproducente dal momento che le lacrime sono necessarie a rilasciare la tensione e l’ emozione, a comunicare agli altri la necessità di essere confortati. Dunque sono un modo per iniziare a lavorare con il proprio dolore e non fuggirlo, cosa che invece ci si nega trattenendo le lacrime.





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  Commenti (1)
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angela, il 16-01-2011 11:24 , IP: 81.174.26.108
Non ho quasi mai pianto nella mia vita, ma,dopo la morte di mio marito,5 mesi fa, non riesco a trattenere il pianto in solitudine. Non mi interessa sembrare debole, anche perché sento di esserlo, ma so che lui non vorrebbe. Ho molto aiuto da amici, ma preferisco la solitudine. Attualmente sto scrivendo la nostra storia, perché ho paura di perdere i ricordi. Mi fa bene e non mi sento strana, ma molto triste
 1 è morto mio marito
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