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Come i familiari si vivono la malattia di una persona cara?

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Prima fase: fase preparatoria

L'esordio di una malattia dai primi sintomi, all’allarme, agli esami, alla diagnosi creano forte ansietà e fannotramonto peru emergere tutte le fragilità dei familiari.

Quando il sospetto di una malattia diventa certezza, sorge, come prima reazione di difesa, la negazione della notizia, l'incredulità.
Avviene una specie di blocco, una sorta di anestesia emozionale come se si fosse congelati dentro.
Questa sorta di negazione è funzionale a mantenere un certo equilibrio per non entrare in contatto con una realtà troppo dolorosa, si cancella temporaneamente l’evento per poter continuare a vivere.

Anche i familiari hanno bisogno di tempo per assimilare gradualmente la malattia e ciò che ne consegue.

Spesso emergono conflitti riguardo al percorso terapeutico che il malato sceglie di intraprendere. Alcuni possono considerare inadatte certe cure, altri non comprendere il proprio caro che rifiuta cure considerate indispensabili, ci sarà chi penserà di avere la soluzione in mano, chi tenderà a manipolare le informazioni per timore di dire cose che possano peggiorare la situazione.
La funzione di questi conflitti è prorio quella di incanalare la forte disperazione in circolo e permetterle di scaricarsi in forma non aggressiva verso gli altri.

Ma è importante rendersi conto che così si sta sviando il tema fondamentale, ossia la morte imminente.
Affrontare il pensiero della morte richiede molta energia emotiva, per cui vale la pena non farsi prendere troppo dai conflitti e riportare l’attenzione sull’effettiva sorte del malato e sulle modalità migliori per aiutarlo ed aiutare noi stessi.

Seconda fase: convivere con la malattia

Dopo che tutti i tentativi per ricercare le cure migliori sono falliti così come anche le consultazioni di svariati medici "luminari", l'attenzione torna sulla persona.

I familiari cominciano ad adattarsi alla futura perdita e la vita familiare comincia a ristrutturarsi sulla base delle nuove esigenze: disponibilità di tempo per stare accanto al malato, assicurare dignità e qualità della vita, la pianificazione di palliativi che evitino il dolore, l’offerta di attenzioni, lo studio dei costi e l’aiuto spirituale.

Spesso esistono tra i familiari aspettative tacite rispetto a come ciascuno si deve muovere in questa circostanza, tutti sono chiamati in causa con uguale intensità e dedizione, per questo non sono ben accette le differenze individuali. Le risposte che si distaccano dalle aspettative divengono bersaglio di censure o di rimproveri e sono fonte di litigi, utili anche come campo di sfogo per la propria rabbia e frustrazione. 

Viene criticato chi prende le distanze, chi presenta reazioni di svilimento, chi si prende cura di sè, chi esprime stanchezza o vuol staccare . Spesso, in queste situazioni, c'è la tendenza ad imporre una forma unica di reazione davanti a questi momenti dolorosi.


Terza fase: accettazione del finale


Man mano che la morte dell’essere amato si avvicina, le emozioni si fanno sentire più intense, aumentano disaccordi espliciti o taciti circa le circostanze in cui ci si aspetta o si desidera che questa avvenga. Si riacutizza forte la sofferenza della famiglia.


Poter anticipare l’evento della morte, permette di prepararsi alla separazione senza il panico e decisioni prese impulsivamente, ognuno cerca di immaginarsi la futura vita senza la persona amata, lasciando entrare l'idea della morte nel prorio animo e assorbendo gradualmente l'idea della non presenza.

Se si potrà accompagnare la persona verso una buona morte, rispettando la sua dignità e la sua volontà, questo lascerà un buon ricordo in tutti i coinvolti, un’immagine triste ma tranquillizzante, senza colpe, senza rimorsi che avrà effetti riappacificanti nell’elaborazione del dolore postumo.

Quando, al contrario, l’evento della morte sarà circondato da confusione, angoscia, accuse, reciproci rimproveri, quest’immagine perdurerà nel ricordo come un incubo difficile da processare.  (Isa Fonnegra de Jarmillo, 2001).





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  Commenti (2)
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Denise, il 14-10-2011 00:09 , IP: 82.53.135.66
Ciao Ale 
ti riferisci a qualche fase in particolare o a l\\\'intera situazione? 
ci potresti dire qualcosa della tua esperienza? 
 
grazie 
Denise
 1 Scritto da Segnala
 2 Scritto da ale, il 13-10-2011 15:39 , IP: 81.73.239.172
difficile momento....
 
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