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Morte di un figlio

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La morte di un figlio. La pietà di Michelangelo
Una delle più grandi sofferenza nella vita è la perdita di un figlio.
La morte di un figlio comporta una crisi di grandi proporzioni.

L’ordine dell’universo si frantuma, il senso della vita si perde in un vortice confuso di rabbia, pena ed ansietà.

Dal momento che la missione parentale è in qualche modo fallita, appare di frequente la colpa per ciò che è stato fatto o non è stato fatto.
La coppia genitoriale si vede minacciata dal dolore, deve realizzare sforzi reali per supportarsi a vicenda ed essere cosciente del rischio che corre: il 60 - 70%  delle coppie che perdono un figlio di solito si separa.

L’intensità del dolore, per quantopur sempre dolore, può variare a seconda dell'età del figlio: se è il caso di un bebè, di una bambina di 2 anni, di un bimbo di 8, di un ragazzo di 14, di un neo sposo di 30 o di un maturo figlio di 50.
Può variare anche a seconda che si tratti di un incidente, una morte improvvisa, un’infermità crudele o un assassinio. Se siamo da soli ad affrontare il dolore o siamo in coppia. Se era un figlio unico o uno tra otto.

In qualunque caso ogni esperienza è unica, personale, particolare nelle circostanze, spaventosa per la sua intensità ed impossibile da credere anche se si sta vivendo.
Quando la morte del figlio irrompe in maniera inaspettata è quasi impossibile accettarla: il fatto di non essersi potuto congedare, di essere stati presi d’assalto dalla notizia dell’incidente o della morte violenta o del suicidio rallentano l’inizio del lutto perché lo stato di shock è più grande.
Altre volte, la morte di un figlio è stata contemplata come una possibilità, come l’eventuale sviluppo di qualche grave malattia.  In questi casi la reazione è differente, la sofferenza è la stessa però la sorpresa è minore, nonostante fino all’ultimo istante non si smetta di sperare nel miracolo, nella medicina efficace o nel segnale di vita che ci restituisca la speranza.

Alcune genitori, nonostante il dolore, riescono a convertire, in maniera molto particolare, questo momento di sofferenza intensa in opportunità uniche di saggezza e pace interiore.

MORTE DI UN NEONATO

Una condizione molto particolare che lascia sbigottitti e spesso senza risposte anche chi ci circonda, è la perdita di un figlio durante la gravidanza, durante il parto stesso o pochi giorni dopo.
In molti casi la perdita viene giustificata come un atto saggio della natura, la società non riconosce come una pena valida la morte di un bebè per cui i genitori si trovano a dover assistere in silenzio ed in segreto la loro perdita.
Nonostante questa massiccia negazione culturale, per i genitori la morte del proprio bebè è una vera disgrazia, che dà spesso luogo a difficoltà nella coppia. 

I sentimenti più frequenti durante un lutto per la morte di un bebè sono: rabbia, colpa, tristezza, accompagnati da un sentimento di fallimento.


E’ opportuno che i genitori scelgano se desiderano vedere il proprio bambino, accarezzarlo,  guardarlo, conservare una ciocca di capelli, scattargli una foto come ricordo, se sentono la necessità di fare dei riti di commiato.

Il personale dell’ospedale dovrebbe offrire ai genitori tutte le alternative possibili, poiché queste faranno un’enorme differenza nella qualità del dolore e nella nitidezza del ricordo del bebè, che non rimarrà come una specie di piccolo fantasma nel limbo confuso della memoria.





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