Sintesi tratta dal discorso dello scrittore latinoamericano Mario Rodriguez Cobos sul tema di Dio in occasione di un incontro sul dialogo filosofico religioso al sindacato "Luz y Fuerza" di Buenos Aires in Argentina il 29 ottobre 1995
Io credo che l'affermazione di Nietzsche : "Dio è morto!" segna un momento decisivo nella lunga storia del tema di Dio.
Nietzsche si è domandato: si crede ancora in Dio? o è iniziato un processo che metterà fine alla fede in Dio? Sia nel suo Zaratustra che nella parabola del demente ne La Gaia scienza si fa allusione ad un processo culturale nel quale si evidenzia la scomparsa di una credenza e si lascia da una parte la determinazione esatta dell'esistenza o non esistenza in sè di Dio.
In questi giorni è aperto il dibattito sulla morte cerebrale in seguito all’articolo dell’Osservatorio Romano che mette in dubbio la morte cerebrale quale momento che segna il confine tra la vita e la morte e stabilisce che la persona è deceduta. Molte sono le voci, a livello internazionale, secondo cui la morte cerebrale non è un dato sufficiente e valido per definire che la persona è morta, sono molte le esperienze che contestano questa certezza scientifica.
Qui non stiamo a definire chi secondo noi ha torto o ha ragione, la sottolineatura è sul potere che la scienza si è arrogata, di diffondere verità assolute, senza mai dare importanza al fatto che si tratta di conoscenze raggiunte fino a quel momento. E da parte sua, la società si è messa nella posizione di accettare tutto quello che proviene dalla scienza come oro colato senza mettere in dubbio e senza più porsi domande. Non è messa in discussione la possibilità che determinate conoscenze possano essere valide per un periodo storico solo perché il livello di sviluppo della coscienza della società non prefigura altre vie, perché nuovi dati che disconfermano quanto è stato accettato sono trascurati.