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Nuovamente è riapparso sulle pagine dei giornali un altro episodio di corruzione che vede chi è appena defunto come merce da vendere e sfrutta i familiari per convincerli a seguire la propria impresa funebre piuttosto che altre.
È stato scoperto a Milano un racket da diverse migliaia di euro che vede coinvolto anche parte del personale medico come elemento ponte tra gli avidi impresari di alcune pompe funebri milanesi e gli ignari familiari che in un momento così delicato non sono lucidi nel valutare la validità di un’offerta o ancor peggio sono sollecitati a scegliere confidando in quelle figure che si sono prese cura del proprio caro.
Per legge non è consentito alle imprese funebri prendere contatto con i familiari di un defunto all’obitorio, nell’ ospedale o presso una casa di cura, né i familiari possono essere contattati a casa. Tantomeno il personale medico può consigliare un’impresa funebre. Tali divieti sono nati proprio per evitare situazioni di concorrenza spietata.
Il personale medico accetta il “gioco” dimentico del suo dovere etico di assistere anche ad un livello umano la salute e la fiducia di chi ha subito una perdita e si affida alle loro parole. Il personale medico vende così la sua anima al diavolo e continua serena a portare avanti una delle attività che richiede più umanità e capacità di comprendere la sofferenza degli altri. In questo modo perde credibilità la stessa medicina perché chi la mette in pratica ha perso fede in essa e si trova lì solo per ambizione di denaro o perché favorito da quel clientelismo che lascia indietro chi veramente lavora spinto da reale vocazione e da valori etici che ancora hanno un senso.
In momenti di crisi così forti come quelli che viviamo attualmente in Italia, la possibilità di incrementare il proprio stipendio può ancora di più far perdere la direzione del proprio operato e far sconnettere con il senso dell’azione messa in atto: tanto un morto deve pur essere seppellito che faccio di male a passare una semplice informazione? Questo atteggiamento mette a rischio anche i familiari del defunto che sono messi nelle mani di speculatori senza alcuna sensibilità per la vita e la morte, il cui unico obiettivo sono soldi e sempre più soldi, le cui aspirazioni non vanno oltre al materiale e in un momento di così grande sconforto per una famiglia, non possono portare alcun supporto a livello umano.
Il trionfo del nonsenso è sempre più forte e dilagante, le persone, anche quelle che dovrebbero maggiormente aver chiaro la difesa dei valori più alti della vita, si fanno facilmente compromettere per il dio denaro che renderà sicuramente più ricchi di cose materiali ma non aiuterà ad evolvere la propria anima e la propria dignità umana, l’unica in grado di trascendere i tempi, gli spazi i e la fine del corpo.
Onoranzafunebre.com sottolinea la necessità di rispettare la morte e chi rimane e vuole mettere in contatto le persone in lutto con la parta sana delle onoranze funebri che lavorano seriamente e con priorità chiare. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Effettua il logi o registrati. Aggiungi ai preferiti (23) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 17568 | E-mail
Samuele, il 22-10-2008 17:00 , IP: 87.3.125.178 Sicuramente gli infermieri che hanno agito a quel modo non dovrebbero più lavorare a contatto con le onoranze funebri, ma anche se ne mettessero di nuovi forse potrebbe accadere lo stesso...
ERMANNO, il 20-10-2008 18:47 , IP: 151.33.120.185 devono essere cacciati tutti quelli infermieri compresi che girano dalla mattina ...alla notte |