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"Hereafter" il film di Eastwood ci fa riflettere sulla morte

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Nessuno dei film precedenti del grande Eastwood ci poteva far pensare che avrebbe trattato un tema così importante, non che l'autore non fosse impegnato, o non si notasse la sua particolare sensibilità soprattutto nelle ultime opere... Ma diciamo che il tema è piuttosto complesso ed una riflessione cinematografica poteva scaturire nell'assoulto niente o addirittura diventare banale e scontata! Invece a quanto pare non è così sembra che l'autore si sia limitato a far sorgere mille interrogativi senza dove per forza darci la ricetta dell'aldilà, come se riemttesse in mano a noi le sorti del nostro destino. Quello che noi di OnoranzaFunebre sosteniamo da sempre, riflettere e meditare personalmente è l'unica via possibile per trovare la strada che va oltre la morte.



Ecco una parte sostanziale di una sua intervista


Signor Eastwood, non è che facendo questo film si è convinto che c'è una vita dopo la morte?

"No. Ho parlato con persone che sostengono di aver avuto esperienze vicine alla morte e tutte dipingono scenari simili. La verità è che non sappiamo cosa succede dopo, nessuno lo sa, sappiamo solo che da questa parte c'è un finale. Ognuno ha la sua idea su quello che c'è o non c'è, ma sono tutte cose ipotetiche. Il film solleva tante domande e sta al pubblico rifletterci sopra".

Ha mai provato momenti in cui si è sentito vicino alla morte?

"Ricordo quando ero molto piccolo, forse avevo quattro anni, mio padre mi portava sulle spalle in mare mosso, sono caduto nell'acqua. Vedo ancora il colore dell'acqua mentre mi rigirava sotto sopra, ma a quell'età non pensi molto, non hai ancora imparato le parolacce, non ti domandi cosa ti stia succedendo. Un'altra volta, a 21 anni in aereo, durante una terribile turbolenza poco fuori dalla California, ebbi paura di morire ma tutto quello su cui riuscivo a concentrarmi erano delle luci che vedevo in lontananza e pensavo, qualcuno lì ha fatto un fuoco e beve birra e vorrei essere lì. Non ho pensato al destino o alla morte".

Allora come mai le è subito piaciuto il soggetto?

"Questo non è il genere di film che ti vuole dare risposte. È un film sulla curiosità, sul senso di mistero e di incompletezza che tutti sentiamo".




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