Due libri di saggezza per il sostegno nella sofferenza del lutto. |
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Così Stephen Levine nelle prime pagine de "Il dolore inascoltato", edito da Sensibili alle foglie (www.sensibiliallefoglie.it ). Un libro che costituisce uno strumento di straordinaria qualità per affrontare il dolore, per elaborare il lutto delle tante perdite che costellano la vita di ciascuno. Levine è un poeta, insegna meditazione e tecniche di guarigione sin dagli anni settanta, quando lavora al fianco di Elisabeth Kübler-Ross nel sostegno ai malati terminali. In questo libro propone, a partire dalla sua esperienza e quella dei suoi collaboratori, un nuovo modo di guardare al dolore, un modo di accostarlo ed elaborarlo proprio quando esso ci aggredisce di fronte alla perdita di una persona cara. Ci insegna a non averne paura, ad accettarlo e superarlo, trasformando l'esperienza del lutto in un'occasione di rinnovamento e di rinascita; ci accompagna dapprima dentro e poi fuori dal dolore, attraverso racconti, esperienze, riflessioni, ma anche passi di meditazione e suggerimenti pratici, in un quadro poetico reso possibile dalla grande sensibilità e competenza maturate dall'autore nel suo lavoro con la "Chi muore? Quando si muore", propone un percorso di accompagnamento alla consapevolezza quale modalità per affrontare la vita come la morte: «Quando facciamo esperienza del lutto, non stiamo soltanto vivendo la perdita di un figlio, di un coniuge, di un genitore o di un’altra persona amata, ma veniamo gettati nel baratro della disperazione e della nostalgia. Tocchiamo le radici della perdita stessa. Facciamo esperienza della paura, del dubbio e del dolore a lungo trattenuti, che sono lì da sempre. (…) Concentrarci sulla morte è un modo per diventare pienamente vivi, poiché ovunque sia la nostra attenzione, ovunque sia la nostra consapevolezza, là nasce la nostra esperienza della vita». Levine, con questi due lavori, ci invita ad aprirci ai cambiamenti, siano piacevoli o dolorosi, perché questa apertura è un buon modo di prepararci alla morte (nostra e altrui), così come ad una vita pienamente vissuta. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (28) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 1736 | E-mail
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«Nulla è più naturale del dolore, nessuna emozione più comune nella nostra quotidiana esperienza. È la reazione innata di fronte alla perdita, in un mondo dove tutto è impermanente. Non sappiamo che fare della sofferenza, né l’abbiamo mai saputo. Ci è stato detto di soffocare i sentimenti, di mantenere un contegno dignitoso, di “reagire e andare avanti con la vita”, come se il dolore non fosse parte inevitabile dell’esistenza. E così la nostra sofferenza resta inascoltata e il dolore che non viene accudito è destinato a manifestarsi sotto tante altre forme».
sofferenza umana.









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