Morte di Ivan Della Mea |
|
Un'improvviso malore ha portato via intorno alle 1.30 del mattino del 14 giugno 2009, Ivan Della Mea che viveva a Milano con la compagna Clara Longhini e i due figli Sara e Pietro. Per lo storico interprete e cantore del movimento operaio, l'impegno era l'unica strada degna di essere percorsa. Nasce (all'anagrafe Luigi) a Torre Alta di Lucca il 16 ottobre 1940 e si trasferisce molto presto a Milano acquisendo anche il linguaggio milanese: alcune delle più belle ballate in dialetto milanese sono sue. Anche se già a 15 anni inizia a scrivere canzoni anche per persone conosciute prima di dedicarsi a tempo pieno a questa attività fa tantissimi lavori: operaio in fabbrica elettromeccanica, barista, scaricatore, fattorino con bicicletta di una drogheria milanese, fattorino senza bicicletta di "Calendario del Popolo" di Giulio Trevisani, revisore di collane periodiche della Mondadori(Gialli, Urania, Segretissimo). Con Gianni Bosio inizia la sua carriera di cantante militante nel "Nuovo Canzoniere Italiano" nel quale giravano intellettuali, ricercatori e cantanti che insieme a lui furono protagonisti di una piena stagione di spettacoli dal vivo e di produzione di dischi, ma anche di ricerca e divulgazione dei canti di protesta popolari. Pubblica nel '66 il suo primo lp, "Io so che un giorno". E' il primo di una serie di album, che comprende "Il rosso e' diventato giallo" (1969), "Se qualcuno ti fa morto" (1972), La balorda (1972, con la celebre "Ballata per Ciriaco Saldutto", dedicata ad un adolescente immigrato meridionale morto suicida a Torino); "Ringhera" (1974, dedicata in parte alla strage in Piazza della Loggia); "Fiaba grande" (1975), "La piccola ragione di allegria" (1978), "Sudadio-Giudabestia I e II" (1979-1980), "Karlett" (1984). Tra i 45 giri, famosi soprattutto "O cara moglie/Io ti chiedo di fare all'amore" (1966) e "Cio'che voi non dite/La linea rossa" (1967). Della Mea alterna all'attivita' musicale un'intensa produzione letteraria e persino delle estemporanee incursioni cinematografiche: con Franco Solinas scrive "Tepepa" Tomas Milian e Orson Welles; "I giorni cantati" Roberto Benigni, Mariangela Melato e Giovanni Marini di Piero Pietrangeli. Tra i suoi libri piu' noti, "Fiaba d'orso, di bagatto di un giorno centenario" (1984), "Il sasso dentro" (1990), "Se nasco un'altra volta ci rinuncio" (1992, primo Premio Forte dei Marmi" per il libro piu' divertente dell'anno"), "Un amore di luna" (1994). Nel 1996 succede allo scomparso Franco Coggiola nella direzione dell'Istituto Ernesto De Martino, prestigiosa istituzione dell'antropologia musicale italiana con sede a Sesto Fiorentino. Nel 1997 per il Manifesto ha realizzato il cd "Ho male all'orgoglio" e nel 2000 "La cantagranda". Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (8) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 819 | E-mail
|
||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|




Un'improvviso malore ha portato via intorno alle 1.30 del mattino del 14 giugno 2009, Ivan Della Mea che viveva a Milano con la compagna Clara Longhini e i due figli Sara e Pietro. 









Lascia il primo commento!
