Il Tema di Dio |
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| oltre la morte | ||||
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Sintesi tratta dal discorso dello scrittore latinoamericano Mario Rodriguez Cobos sul tema di Dio in occasione di un incontro sul dialogo filosofico religioso al sindacato "Luz y Fuerza" di Buenos Aires in Argentina il 29 ottobre 1995
Si potrebbe pensare che se scompare il Dio su cui si fondano i valori di un epoca, coerentemente da lì dovrà sopravvivere un nuovo sistema di idee che renda conto della totalità dell'esistenza e che giustifichi una nuova morale. All'epoca tutti i sistemi di pensiero erano strettamente razionali sia per l'impostazione generale che per la metodologia di conoscenza e di azione per cui, era indifferente che la loro matrice fosse ideologica o materialista, perchè comunque non tenevano conto della totalità dell'esistenza. Nonostante che Nietzsche e kierkgaard lottassero contro il razionalismo e idealismo dell'epoca e fossero considerati i predecessori delle filosofie esistenzialiste, in loro non erano ancora comparse la descrizione e la comprensione della struttura della vita umana, considerando ancora l'uomo come "animale razionale" che poteva evolvere solo come animale in natura o semmai, in termini di "riflesso". In due parole: fin dai primi uomini ad oggi tutti abbiamo saputo di vivere , di essere umani ed abbiamo avuto l'esperienza di vivere; tuttavia è molto recente, nel campo delle idee, la comprensione della vita umana con la sua struttura tipica e le sue proprie caratteristiche. Infatti solo recentemente concetti come intenzionalità, apertura, storicità della coscienza, intersoggettività, orizzonte, hanno portato alla definizione, totalmente differente, da quella di animale razionale. A partire da questa nuova definizione si sono potuti forumale quesiti che in altro modo non sarebbero potuti sorgere: - L'inzio della vita umana coincide con il momento del concepimento, o quando è per definizione essere - nel mondo? - La coscienza è riflesso di condizioni naturali ed "oggettive", o è intenzionalità che configura e modifica le condizioni date? - L'essere umano è un essere concluso definitivamente, oppure è un essere in grado di modificarsi e di costruirsi non solo in senso storico e sociale ma anche in senso biologico? Sicuramente partendo da questa nuova concezione di essere umano potranno essere formulati molti e più diversi quesiti. Se il vuoto lasciato dalla morte di Dio non fosse stato riempito da qualcosa di sostitutivo in grado di dare fondamento al mondo ed all'agire umano, o se si fosse imposto un sistema razionale che avesse perso di vista il punto fondamentale, vale a dire la vita, il caos e il crollo dei valori avrebbero finito per trascinar via con sè la civiltà intera. Nietzsche nell'affannosa ricerca di quella "trasmutazione dei valori" costruì un Superuomo che si mosse distruggendo ogni cosa al suo passaggio orientato da un irrazionalismo e "volontà di potenza" che spacciati come i valori più alti finirono per costruire lo sfondo ideologico di una delle più grandi mostruosità che la storia ricordi. E, come in genere succede tra la fine di una civiltà e l'inizio di un'altra, ci si deve attendere un possibile collasso economico, una possibilie destrutturazione amministrativa, una possibile sostituzione degli stati con stati paralleli e bande, il dominio dell'ingiustizia, un diffuso senso di scoraggiamento, la diminuzione progressiva dell'importanza e della visibilità dell'umano, la dissoluzione dei vincoli, la solitudine, la crescita della violenza e l'emergere dell'irrazionalismo, il tutto in un ambiente sempre più accellerato e sempre più globale. Se Dio non è morto, le religioni hanno più di una responsabilità nei confronti dell'umanità di cui rendere conto: non possono restare indifferenti di fronte alla fame, all'ignoranza, alla malafede, alla violenza e ad ogni sorta di fanatismo e fondamentalismo. Hanno la missione di creare una nuova atmosfera psicosociale da cui nasca un atteggiamento tollerante e di dialogo con le altre confessioni, con chiunque si senta responsabile del destino dell'umanità e, senza considerarmi irriverente per quello che sto per dire, alle manifestazioni di Dio nelle differenti culture. Se, invece, nel cuore delle religioni Dio è morto, allora possiamo essere sicuri che tornerà a vivere in una nuova dimora , come ci insegna la storia delle origini di ogni civiltà e questa nuova dimora sarà nel cuore dell'essere umano, molto lontano da ogni istituzione e da ogni potere. Aggiungi ai preferiti (46) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 17349
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Nietzsche si è domandato: si crede ancora in Dio? o è iniziato un processo che metterà fine alla fede in Dio?


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