Per riconciliarsi si passa dal perdono? |
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Perché mi danneggia quello che l'altro fa? Potrebbe essere che io con il mio atteggiamento gli dò la possibilità di generare una certa situazione e che quindi sono io che gli apro la porta per comportarsi in un certo modo, per poi però non prendermene la responsabilità? Sicuramente ci sono violenze che in alcune situazioni non possono essere favorite che purtroppo per le condizioni i cui uno si trova a nascere ne è pregno l'ambiente, e anche se non si cercano con i nostri atteggiamenti, arrivano da sole. Comunque anche in quel caso l'attenzione che ognuno ha in dotazione potrà predisporci più o meno all'aggressione di altri e questo starà sempre a noi a riconoscerlo e le esperienze ci rafforzeranno o ci renderanno vittime per l'eternità. Cambiare il mio modo di pensare, vedere e quindi analizzare la mia vita, mi porta a scoprire quando interpreto i fatti, immaginandomi che tutti siamo addomesticati, dove tutti non siamo liberi, dove tutti non possiamo scegliere, dove c'è il sacrificio e il senso di colpa che portano le persone a punirsi e punire per il resto della vita...a non prendersi la responsabilità delle proprie azioni condizionati da credenze che producono situazioni negative per noi stessi e per chi ci vive attorno. Inoltre per perdonare ci si deve mettere in una posizione più elevata dell'altro che deve essere perdonato, mentre nella riconciliazione si parte proprio da un'altro presupposto. Quando ci si fa carico delle proprie azioni, passate, presenti e future, ci si rende conto che non siamo soli, ma che ognuno ha in mano la lanterna che può illuminare la sua interiorità oscurata dal risentimento, e non dipende dagli altri, ma solo da onguno di noi. Ci si può riconciliare con persone che sono morte e che quindi non possono più "prostrarsi" ai nostri piedi per gli errori commessi nei nostri confronti. Come se anche noi non ne avessimo mai commessi... L'altro ha stimolato l'odio che già si nascondeva in me, se non vi fosse stato, forse avrei reagito diversamente, in vari casi succede... anche se non se ne fa pubblicità, come invece lo si fa degli urli di vendetta in tutti i TG alla televisione. C'è un popolo in Africa in cui nelle basi culturali si crede che tutti siamo collegati, tutti gli esseri umani sono come una rete energetica, Ubuntu, viene chiamata. Se qualcuno rompe la rete, (gli atti violenti rompono i collegamenti) la risposta immediata da mettere in moto è fare un'azione che ricostruisca questo collegamento rotto, e non romperne a sua volta altri. Nella cultura occidentale, purtroppo la vendetta è insita sin nel sistema giudiziario, "orecchio per orecchio" (codice di Hammurabi) si diceva ( e forse per l'epoca era un avanzamento) ma ancora si giustifica un atteggiamento del genere. Si crede che far patire all'altro ciò che abbiamo patito noi sia la soluzione. Questo ci condiziona molto nel mettere in moto la riconciliazione profonda che illumina in profondità la nostra vita e quella di chi ci circonda. Questo condiziona interi popoli. L'atto della riconciliazione non ha bisogno della controparte, è un atto che facciamo dentro di noi. Chi cerca la via della riconciliazione, cerca di comprendere a fondo gli errori commessi... la riconciliazione non cerca colpevoli, si eleva sopra le parti senza mettere un giudizio, approfondendo i fondamenti o ragioni di ogni parte, comprendendo in profondità le contraddizioni di ognuno, soprattutto le proprie, cercando la pace e la compassione per ognuno, e quindi la fine della sofferenza per quell'evento. La scelta dell'atto di comunicare all'altro come uno ha interpretato gli avvenimenti, potrà liberare anche l'altro, oppure solo noi stessi se l'altro vorrà rimanere incatenato. La meditazione che vi proponiamo di seguito, può aiutare. Si può leggere o registrare e poi ascoltare. LAVORO GUIDATO SULLA RICONCILIAZIONE Dedichiamo 5 minuti per rilassare il nostro corpo….. Ora comincio ad evocare quella situazione che mi genera risentimento….forse un affronto…. Un tradimento…. Una frustrazione….. Un rifiuto….. Evoco quello che è successo…..quello che mi fecero…..quello che non avrei voluto che succedesse…..quello che mi ha lasciato ferito….. Ricordo la situazione….e rivedo quante volte nella mia vita mi resi conto di essa……una ed un’altra volta…. Come una ferita che non si chiude… È come una spina che si è ficcata nel mio corpo e non può essere espulsa…..una spina che seguita a dolere….come un oggetto estraneo dentro il mio corpo… un oggetto che mi produce malessere e tensione…. Cerco di incontrare questo oggetto dentro le mie interiora ..... in qualche angolo del mio corpo.... mi avvicino a questo luogo del mio corpo......come se i miei occhi potessero ricorrere il mio corpo da dentro.... mi avvicino al luogo dove restò custodito questo oggetto estraneo e dannoso.... e a poco a poco comincio ad osservarlo.... come se mi attraesse... È una sfera scura e ruvida ..... fatta di un materiale vetroso, di contorni irregolari e filosi..... mi avvicino cercando di vedere dentro di essa.....distinguo appena ombre deformi..... Acutizzo la visione e inizio a vedere delle siluettes dentro la sfera.... secondo l’angolo da cui le guardo soffrono differenti deformazioni per effetto delle pareti irregolari.... a volte le siluettes si agitano ed a volte si deformano in certe parti.... Faccio uno sforzo per vedere meglio.... ora vedo, in queste siluettes deformi, le faccie di quelle persone relazionate a questa situazione che mi ha provocato risentimento.... le loro risa si percepiscono esagerate e distorte.... i loro gesti stereotipati... sono come attori mostruosi in un patetico scenario.... quanto più li guardo, più accelleratamente si muovono... e più vibra questa sfera lacerando le mie interiora. Subito allontano il mio sguardo..... rifiuto il magnetismo e metto distanza da questa orribile sfera.... ritorno a vederla tale quale è.... un oggetto estraneo e dannoso dentro il mio corpo.... vorrei disfarmi di essa per sempre.... vorrei curare le mie ferite.... vorrei smettere di soffrire. Distolgo il mio sguardo dalla oscura sfera e comincio a guardare verso l’alto.... come chiedendo aiuto... e ora aspetto.... solamente aspetto.... Dopo poco, dall’alto, vedo scendere un raggio di luce che lentamente si avvicina verso di me.... nell’avvicinarsi si trasforma in un braccio luminoso che introduce la sua mano nel mio corpo soavemente.... lentamente e caldamente attraversa le mie interiora fino ad arrivare all’oscura sfera. La prende nelle sue dita e lentamente la toglie dal mio corpo portandola verso l’alto. Mentre la mano luminosa sale, la sfera si diluisce per effetto della luce, fino a svanire completamente.... sento una grande distensione nel mio corpo e sollievo nel mio cuore.... Rimango qualche minuto in calma, come un paziente che ha finito di essere operato e si sta ristabilendo..... rimango in pace, con un ringraziamento interno..... Passati alcuni minuti, alzo lo sguardo, e vedo che comincia a scendere una sfera trasparente e luminosa.... ….. la sfera si avvicina a me….. fino ad includermi dentro di essa… come se si trattasse di una nave spaziale…. O di una immensa bolla luminosa che comincia a trasportarmi per l’aria. Volo soavemente dentro la sfera luminosa… con una serena allegria e una immensa pace… sento che mi ha curato di un antico male…. Sorvolo il mondo nella mia sfera cristallina…. Mi avvicino ad una città …. Mi sposto lentamente su di essa.... mi avvicino un poco di più .... riesco a vedere una grande piazza con molta gente che vi cammina. Mi avvicino un poco di più alla piazza... distinguo tra la gente le facce di quelle persone che alcune volte mi causarono danno.... quelle che io colpevolizzavo del mio risentimento e delle mie frustrazioni.... però ora li vedo in altro modo.... più proporzionati.... li vedo con i loro difetti e con le loro virtù .... con i loro affetti.... con le loro sofferenze, con le loro certezze e con i loro fallimenti, con le loro aspettative e con le loro delusioni..... Subito, tra la moltitudine avanzo e vedo un' altra faccia conosciuta.... sono io stesso quando ero più giovane.... all' epoca delle mie disillusioni quando successe il fatto che mi lasciò quella ferita….. .....e mi vedo come uno in più nella piazza immensa.... uno con le sue virtù e i suoi difetti.... con le sue certezze e le sue frustrazioni.... con le sue aspettative e le sue disillusioni.... La mia sfera cristallina si posa sul suolo della piazza... si apre una porta ed esco a camminare... mi incrocio con quelle persone che secondo la mia memoria mi causarono danno, e le vedo come qualsiasi altra persona, nè meglio, nè peggio.... Cammino qualche passo in più e subito mi incontro con me stesso quando ero più giovane... quando successe quel fatto........ ci tratteniamo l’uno di fronte all’altro.... ci guardiamo negli occhi.... e ci diamo un forte abbraccio.... Dopo un’istante.... saliamo insieme nella sfera cristallina.... e continuiamo a volare per il luminoso spazio della riconciliazione. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (0) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 509 | E-mail
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Il perdono predispone il nostro sguardo verso l'esteriorità di ciò che fa o dice l'altro. Se credo che l'altro è colpevole di quello che sento nel mio cuore, rabbia, tristezza, odio, risentimento riempiono tutto me stesso. Se credo che l'azione dell'altro è un danno per la mia persona, la direzione del mio sguardo è messa fuori e l'altro è colpevole del mio sentire, l'altro è responsabile di quello che sento nel mio cuore... 









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