Commemorazione dei defunti in Giappone |
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La festa dei morti è chiamata O-bon, è celebrata intorno alla prima metà di agosto e dura circa 4 giorni variando molto da città a città. La festa dell'O- bon è stata introdotta in Giappone dalla prima imperatrice intorno al 606 insieme al buddismo. Secondo un'antica credenza il primo giorno dell'ottavo mese lunare, le porte dell'Oltre-tomba si aprono e le anime dei defunti possono tornare sulla terra per 15 giorni a visitare i propri familiari. Così questo momento è vissuto come un ritorno, una festa di gioia, tutto si ferma, molti tornano a casa per riunirsi con la famiglia.
Case e cimiteri vengono ripuliti e decorati, riempiti con lanterne che serviranno a guidare i defunti che tornano sulla terra. Il primo giorno vengono esplosi fuochi di artificio come segno di bentornato. Per l’occasione si utilizzano rami di pino, palline di riso bollito, frutta e incenso come decorazioni. L' O-bon rappresenta la versione giapponese della festività buddhista per la commemorazione degli antenati, chiamata Tourou nagashi. Anche qui si usa lasciar galleggiare sui fiumi o sull'oceano lanterne di carta, con su scritto il nome del defunto, all'interno una candela viene appoggiata su una base di legno o bambù. Con questa colorata manifestazione si vogliono aiutare i defunti a ritrovare la via del ritorno nel loro mondo.
Cerimonia delle lanterne
Danza tradizionale durante O-Bon
O-Bon, giorno dei morti in Giappone
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