Culto dei morti in Vietnam |
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Nella cultura vietnamita i morti continuano a vivere all'interno della famiglia, la morte è considerata un momentaneo ritorno all'eternità, prima della nuova incarnazione sotto altra forma. Tale reicarnazione sarà determinata dalla qualità e quantità delle azioni compiute sulla terra.
Il confucianesimo si è unito agli antichissimi riti già in uso per il culto dei morti, portando la concezione secondo cui ogni essere umano possiede un numero considerevole di anime, tra cui cui ci sono gli “hon” e i “via”. Tali anime sono presenti fin dalla nascita e sono in contatto permanente con gli antenati e con le forze della natura. È opportuno che i vivi si tengano buone queste anime perchè possono rendere molto infelice e difficile la vita sulla terra. Al momento della morte, i “via” sono richiamati dagli dei, ma gli “hon” rimangono dove il defunto ha vissuto e divengono oggetto di venerazione. I familiari conservano in apposite urne gli “hon” del defunto posizionandole sull'altare degli antenati, dove sono continuamente adornate di fiori , lampade e candele. Gli “hon” continuano a prendere parte alla vita della famiglia e molto spesso i familiari si rivolgono loro per chiedere consigli, offrire doni, rivolgere preghiere di ringraziamento. Gli “hon” rimangono nella casa del defunto per cinque generazioni dopodichè l'urna che li conserva viene tolta e passano ad essere venerati come antenati generici. La venerazione degli antenati non rimane un fatto esclusivamente limitato alla famiglia ma coinvolge tutta quanta la comunità. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Aggiungi ai preferiti (9) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 1139 | E-mail
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