Quassù lo sguardo si perde. Suoni, luci, colori, voci tutto è attutito. Scheggie di infinito si insediano in me. Il rumore più lontano ora lo sento... è un guaito di un cane in un appartamento, forse...
Nel mare di tetti color mattone il presentimento di una cupola l'ombra quieta di una torre immersi nella bruma. Presagi di morte... o forse è un sospiro più profondo suggestione della notte.
Una visione: la vecchiaia solca il mio volto, corrode il mio corpo dolente. Ma il mio cuore è giocoso ancora, batte: tu-tum, tu-tum, tu-tum... ... o forse è la radio accesa nella macchina di fronte di quel tipo con la giacca nera di pelle.
Un brivido mi scuote la balaustra è fredda a quest'ora.
Amo questo luogo. Quassù la notte è incantata. (marzo 1994) Silvia Nocera |