MORTE DI UN RIMPIANTO |
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In questa nuova dimensione di pura essenza ed energia vitale mi muovo liberamente nello Spazio - Tempo - Infinito. Serenità silenziosa, armonia di sussurri cosmici, languide ondulazioni ritmate con simmetria sono i miei movimenti in questo splendido Essere di luci e suoni misteriosi e lieti. Come è lontana la mia precedente vita terrena, è come un sogno ancestrale. Gioco con le luci e con le ombre e a volte ricordo. E allora il ricordo prende forma dall'essenza luminosa e si trasforma in immagini corporee pur sempre immateriali e trasparenti. Sono con persone amiche in un "Luogo" indefinibile per festeggiare qualcosa che presto accadrà. Nella calda atmosfera di questo incontro i nostri corpi sospesi, pura energia, hanno preso la forma migliore dei nostri anni vissuti tra le cose. Ogni nostro desiderio è una immagine che si concretizza immediatamente e si trasforma in oggetto, sensazione tattile, gusto, profumo, colore. Il tintinnio di due calici che si toccano mi distrae ma mi stimola a tuffarmi completamente nel Gioco dei Ricordi. Siamo vissuti in quel mondo materiale quanto basta per non volerlo rinnegare ma neanche sentirne la nostalgia. Creiamo con l'Immaginazione l'ambiente di questo incontro tra amici: bottiglie colorate e dalle forme più fantasiose, cibi fluorescenti che appaiono, scompaiono e si trasformano al nostro volere, un sottofondo inebriante di musica... e così gustiamo di nuovo antichi piaceri. Pensieri che si fondono, fiumi di ricordi fluiscono leggeri tra noi sfumando i toni delle scie luminose che ci uniscono come in una danza. Il vino frizzante mi punge la lingua e mi accorgo improvvisamente di una nuova presenza in arrivo. Un punto di luce bianca ad alta velocità si ingrandisce, come una meteora lanciata nello spazio si dirige verso di noi. Mi allontano, attratta però da quel punto ad un tratto per me invisibile. Lentamente vedo allora materializzarsi davanti a me l'immagine del Grande Amore Perduto. Prepotente sorge il ricordo: "-cosa avrà fatto della sua vita?! Mai, ho potuto quando mi affannavo per questo, comprenderlo del tutto. Volevo rubare il suo destino, che follia! IO lo costrinsi, in realtà, ad allontanarsi, piangendo poi la sua perdita... - "ti aspettavo" ed il Ricordo adesso è dolce, senza rimpianti. Mi avvicino dapprima esitando. Poi, lascinado andare tutta l'insicurezza gli tendo le braccia con un caldo e accogliente sorriso. Nell'abbraccio che ci stringe, esplode, in un vortice di scintille, l'Emozione potente che ci avvampa. Poi un eco lontano, un sussurro rassicurante e commosso: "Sapevo che ci saremmo incontrati ancora!". .... Mi svegliai di colpo, era buio pesto, sudore sulla fronte ed il petto in ebollizione. "Accidenti che sogno!" mi dissi "mi sento strana, chissà, deve essere importante.." .."mi accarezzava una sensazione tiepida che non riuscivo a definire". In pochi minuti i battiti cardiaci impazziti rallentarono per riprendere il ritmo notturno. Mi girai su un fianco e chiudendo gli occhi, in quell'attimo che precede il nuovo sonno, pensai: " Prima o poi lo scrivo!". (dicembre 1993) Silvia Nocera |
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